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OMAGGIO A PADRE PIO, FEDE E GIOIA


Oltre 2.500 persone giunte da ogni angolo d’Italia per un “Omaggio” al frate con le stimmate, fatto di momenti religiosi e di cultura popolare. Tanti i gruppi presenti. Circa 50. Compresi quelli della Sardegna, con la morte nel cuore per via dei danni provocati dalla recente alluvione. Su tutti il Gruppo folklorico di Arzachena, centro della Gallura che ha contato quattro vittime. Sono alcuni degli ingredienti dell’evento organizzato dalla Federazione italiana tradizioni popolari che, per tre giorni, ha riempito di suoni e presenze la città di San Giovanni Rotondo. Cifre e momenti importanti per il centro garganico. Musiche, marce, canti, balli folklorici e majorette per un cocktail indescrivibile, tra la incredulità del pellegrini, poi coinvolti nell’essenza della manifestazione. Stessa emozione che ha colpito coloro che hanno partecipato alla messa (quante emozioni con i canti religiosi tradizionali) nel nuovo santuario colmo in ogni posto, con la liturgia trasmessa in diretta sugli schermi di Teleradio Padre Pio. I gruppi, le bande, i cori, hanno “invaso” il sagrato del vecchio santuario di Padre Pio e la Via Crucis con i loro abiti tradizionali e le loro musiche.  Nessuno mai avrebbe immaginato che lo spazio antistante il santuario avrebbe potuto vivere momenti simili. Momento culminato con l’immancabile mega foto di gruppo e brani della tradizione popolare italiana, su tutte “Mamma”, la canzone con cui Padre Pio si emozionava tanto quando a intonarla era la voce straordinaria di Beniamino Gigli (figlio spirituale del Santo), nel teatro più unico che raro dell’Orto del convento dei frati.
Evento,  quello di San Giovanni Rotondo, realizzato in collaborazione con Assomusica e con il patrocinio della Città di San Giovanni Rotondo.  Sul Gargano c’erano anche i vertici dell’Igf (la Federazione mondiale del folklore) con in testa il presidente Dorel Cosma. «Un appuntamento che ha riproposto la bellezza e l’amore per Padre Pio - commenta Benito Ripoli, presidente nazionale della Fitp e vicepresidente mondiale - . Un grande momento di fede accompagnato dall’amore per la nostra cultura, la nostra vita, quella che rende il Gargano una terra particolare,uno scrigno indescrivibile di bellezze sonore e visuali». Un “tesoro” riconosciuto dall’Igf che ha individuato a San Giovanni Rotondo la sede del Centro mediterraneo per le culture tradizionali, una vera e propria testa di ponte tra i paesi latini e le culture balcaniche. Un progetto che ha raccolto l’entusiasmo del sindaco Luigi Pompilio. «Di concerto con la giunta municipale, intendiamo mettere a disposizione del progetto uno stabile che dovrà ospitare la sede di questa struttura». Modalità e cronoprogramma saranno studiati dal Comune e dai vertici dell’Igf . «Sarà il cuore delle nostre attività - commenta il presidente mondiale Cosma –, dove realizzare progetti, iniziative e ospitare una grande biblioteca delle tradizioni popolari di tutto il mondo. Un luogo in cui studiosi e ricercatori avranno materiale a disposizione per non perdere il contatto con il passato».
Armonia e gioia che ha animato anche l’altra parte della città, quella degli alberghi e dei negozi. Una fiaccolata partita dal Comune e conclusasi sul sagrato del santuario ha scandito i momenti profani della kermesse, allacciando un rapporto che forse andrebbe ancora più valorizzato tra l’area sacra e il paese. «Questo diventerà un evento periodico – conclude Ripoli – nel nome di Padre Pio. Dal Veneto alla Sicilia, nessuno ha voluto mancare all’appuntamento con Padre Pio. E noi lo faremo con una periodicità scandita anche regalando momenti di cultura. Da qui l’idea di una rassegna di canti sacri che i nostri gruppi proporranno a San Giovanni Rotondo». 


Gruppi e bande presenti
Fotogallery di Ilaria Fioravanti