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RELAZIONE STORICO ANAGRAFICA DELLA F.I.T.P.


Ballo

PREMESSA
Tutti, da molto tempo, avvertivano la necessità di conoscere la “storia” della FEDERAZIONE ITALIANA TRADIZIONI POPOLARI, “casa madre” di moltissimi gruppi folklorici italiani.
Il motivo di tale esigenza può essere sintetizzato ricordando quanto ebbe a scrivere, nell’aprile ’96, il chiarissimo professore Aurelio RIGOLI  sulla rivista “IL FOLKLORE D’ITALIA”.
Scriveva l’illustre cattedratico “…nella società contemporanea è fondamentale la lettura della “Storia” (cioè della narrazione storica), quale proiezione delle trame e delle reti di relazioni, in cui entrano, necessariamente, giorno dopo giorno, le persone che sembrano destinate a restare sconosciute, ma che costituiscono, nel loro insieme, la sostanza viva, la polpa, di un processo storico”.
Certo, questa ricerca, può non essere esaustiva in quanto, trattandosi, essenzialmente, di una ricostruzione anagrafica della FITP, abbiamo avvertito l’obbligo - nel rispetto del famoso principio (o pregiudizio) hegeliano - di relazionare solo quel vero e quel certo che la storiografia estrapola dalle fonti scritte. 
La grande difficoltà di questo lavoro è stata, quindi, quella della ricerca di ogni possibile documentazione di “tipo oggettivo” e “scritta” con cui, eventualmente, controllare i ricordi e le reminiscenze personali che, a volte, risultando difformi, hanno rappresentato materia non verificabile.
Abbiamo ritenuto, inoltre, eticamente corretto separare il livello dei fatti dai commenti e dalle postille interpretative di essi; tutto ciò per dare maggiore forza e valore al vero  e al certo e, conseguentemente, alla microstoria della nostra Federazione.
Consideriamo fondamentale questa premessa in quanto la relazione (che si limita ad essere una ricostruzione storico – anagrafica della FITP) deve essere momento di gioia e di unione e, mai, occasione di scontro e divisione.

RELAZIONE
I Gruppi Folkloristici Italiani, soprattutto nel secondo dopoguerra, venivano impegnati dall’ENAL per parate, esibizioni e per rappresentare il Folklore Italiano all’estero.
Lo stesso ENAL ha creato, nel suo interno, una specifica sezione che si interessava della valorizzazione del Folklore delle diverse Regioni Italiane (e, quindi, dei Gruppi Folkloristici).
Tale sezione, con un proprio consiglio scientifico, è stata nel tempo coordinata da eminenti cattedratici tra i quali è doveroso ricordare i professori Paolo Toschi, Giorgio Nataletti, Tullio Tentori, Giovanni Bronzini che sono stati, negli anni, affiancati dalla preziosa collaborazione dei professori Cornoldi, Carpitella, Profeta, Recupero, Biancofiori, Vecchi e Pezzella.
Sugli anni di “gestione ENAL”, tuttavia, non è stata fatta accurata ricerca in quanto i Gruppi Folkloristici avevano rapporto esclusivo con L’ENAL e non erano, ancora, rappresentati da una “autonoma Federazione”.

L’atto di nascita della Federazione è datato 25 ottobre 1970.
I Gruppi Folkloristici Italiani, aderenti all’ENAL, in quella data, hanno deciso, con un apposito protocollo d’intesa, di costituirsi in Federazione autonoma.
Tale costituzione è stata, poi, ratificata dalla Presidenza Nazionale dell’ENAL con Delibera n° 785 del 9 dicembre 1970.
Questa Federazione ha assunto il nome di F.I.A.T.P.E. (Federazione Italiana Arti e Tradizioni Popolari Enal) e, successivamente, F.I.T.P.E. (Federazione Italiana Tradizioni Popolari Enal).
Con questa denominazione è stato redatto il primo Statuto della Federazione, depositato presso gli uffici della Presidenza Nazionale dell’ENAL di Roma.
Nell’Atto Costitutivo viene esplicitato che “è costituita, ad iniziativa dell’ENAL, la FITPE, quale organismo autonomo, rappresentativo dei Gruppi Folkloristici Italiani. (omissis) La stessa agisce sotto il controllo dell’ENAL a norma della Legge 4 aprile 1937, n° 817”.
Gli iscritti venivano tesserati all’ENAL e cartellinati alla Federazione, dopo il visto dell’Ufficio Provinciale dell’ENAL.

Erano Organi Centrali della F.I.T.P.E. (durata delle cariche tre anni):

Il Segretario Generale era, invece, un Dirigente dello stesso ENAL.
Il Presidente Nazionale e la Giunta Federale (8 membri) erano eletti dal Consiglio Nazionale in seno ai propri membri.
Il Collegio Sindacale e il Collegio dei Probiviri erano, ognuno, composti da 3 membri di cui 1 (con l’incarico di Presidente) era nominato dall’ENAL e 2 erano eletti dall’Assemblea.
Veniva, poi, istituita una “Consulta Scientifica composta da docenti e studiosi di tradizioni popolari e discipline affini”.
Tale Consulta era nominata dall’ENAL e aveva sede presso la Presidenza Nazionale dello stesso Ente.

Dai documenti riscontrati, si prende atto che a presiedere la FITPE fu, in quegli anni, il professore Giuseppe PROFETA, Docente Universitario e Preside della Facoltà di Magistero dell’Aquila.
Un momento importante per l’attività della FITPE è rappresentato dall’Assemblea Generale di Abano Terme che, presieduta da Di Donato Nicola,  si è tenuta nei giorni 11 e 12 marzo 1978.

Nell’occasione, vengono apportate importanti modifiche allo statuto della FITPE.
La più importante modifica è l’elezione diretta, da parte dell’Assemblea, del Presidente Nazionale della Federazione.
Altra importante modifica statutaria è l’elezione del Segretario Generale che non sarà più un dirigente dell’ENAL. La competenza di tale elezione spetta al Consiglio Nazionale della Federazione che eleggerà alla carica uno dei suoi membri.
Il nuovo statuto modificato viene approvato dall’Assemblea con immediata esecutività.
Pertanto, la stessa Assemblea di Abano Terme è chiamata, da subito, ad eleggere il nuovo Presidente della Federazione.
Su proposta del Dr. Cupelli, funzionario dell’ENAL, viene riconfermato alla Presidenza della FITPE, per acclamazione,  il prof. Giuseppe Profeta.
Nella seconda metà del 1978, l’ENAL viene sciolto e la Federazione, ormai sempre più organismo autonomo, assume la denominazione di FEDERAZIONE ITALIANA TRADIZIONI POPOLARI.
I dirigenti avvertono, da subito, l’esigenza di registrare, per atto pubblico (atto notarile), lo Statuto della FITP per come era stato approvato dall’Assemblea Generale di Abano Terme.

L’atto costitutivo e lo statuto vengono stipulati con Rep. n. 255053 – Raccolta n. 14541 in data 6 dicembre 1978 presso lo studio del Dr. Pietro Polidori – Notaio In Roma e vengono registrati presso il Tribunale di Roma il 19.12.1978 al n. 14.905 – vol 2347.

I sottoscrittori dell’atto costitutivo e dello statuto (sigg.ri Adriano BIGGIO – Anacleto BALLARINO – Gabriele TOSI – Luigi CABRAS – Angelo PADELLA – Luigi MICHELOTTO – Andrea FLAMINI – Cosmo SILVAROLI – Armando PIRA – Ferdinando FIORE – Aldo SECOMANDI – Vittorio GRITTI – Luca BARBA – Francesco MALLOZZI) davanti al notaio confermano nella carica di Presidente della Federazione (per come espressione dell’Assemblea di Abano Terme) il Prof. Giuseppe Profeta che, presente, accetta la carica, dichiarando di essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 21 dello Statuto Sociale e che a suo carico non sussistono le cause di ineleggibilità di cui al succitato articolo.

Inoltre, dopo lo scioglimento dell’ENAL, il Consiglio Nazionale della Federazione, in data 29 aprile 1979, con 12 voti favorevoli - 1 astenuto - 1 voto contrario, ratifica la delibera assunta dalla Giunta Federale di aderire alla CAPIT.
Altra data importante per la FITP è quella del 5 gennaio 1980.

Nella suddetta data viene convocato il Consiglio Nazionale della FITP e, alla presenza dello stesso Notaio, dr Polidori (che redige apposito verbale della riunione) il Presidente della FITP, prof. Giuseppe Profeta, presenta le dimissioni dalla carica.
Sono presenti: Profeta – Cabras – Gritti – Michelotto – Mallozzi – Biggio – Secomandi Padella – Nocentini e Fiore.
Partecipa, inoltre, Flamini in qualità di osservatore.
Profeta, per ragioni professionali e familiari, ribadisce le dimissioni da Presidente della FITP la cui carica potrebbe essere ricoperta da uno dei 2 vice presidenti (Luigi Cabras o Lillo Alessandro).

Il Consiglio Nazionale prende atto della volontà del prof. Profeta, accoglie le sue dimissioni e nomina LUIGI CABRAS Presidente Vicario della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

Nel verbale viene registrato che Cabras accetta l’incarico “sostenuto da una telefonata con l’altro Vice Presidente”.
Naturalmente, il Presidente Vicario della FITP assume l’obbligo di limitare il periodo di “vicariato” e di convocare l’Assemblea Generale per i consequenziali adempimenti.

Intanto, alcuni gruppi affiliati (circa il 30% di quelli già affiliati alla FITPE)  non accettano la decisione assunta dal Consiglio Nazionale di aderire alla CAPIT. Questi gruppi, riunitisi a Imola in data 23.2.1980, preparano una mozione d’ordine, da presentare alla prossima assemblea, con la quale ribadiscono l’assoluta incompatibilità tra la FITP e la CAPIT e delegano il sig. Beltrandi a presentare la relativa documentazione.
L’attesa Assemblea si tiene, nei giorni 1 e 2 marzo 1980, ad Altafiumara di Santa Trada (RC).
Nell’o.d.g. dell’assemblea vi sono, tra i diversi argomenti da discutere, i seguenti punti: a) ratifica dimissioni Presidente Nazionale; b) Modifica art. 11 dello Statuto; c) adesione ad istituzioni inerenti il tempo libero.

L’Assemblea, presieduta dal cav. Vittorio Gritti, prende atto e ratifica  le dimissioni del prof. Gaeta da Presidente della FITP.
In merito, poi, alla modifica dell’art. 11 dello statuto, il vice presidente Lillo Alessandro sostiene quanto segue “…Per svariate ragioni è molto più pratico che il Presidente della FITP venga eletto tra i presidenti di gruppo che fanno parte del Consiglio Nazionale, i quali, essendo non degli accademici ma persone direttamente interessate alla gestione della FITP, danno una maggiore garanzia di funzionalità”.
Tutti si dicono d’accordo con Lillo Alessandro, mentre sulle modalità di elezione vi sono tre proposte (proposta Alessandro/Silvaroli – proposta Orticelli – proposta Megna).

Viene approvata (52 voti favorevoli – 14 contrari e 3 astenuti) la proposta Alessandro/ Silvaroli e l’art. 11 dello statuto FITP viene così modificato “Il Presidente è il legale rappresentante della Federazione e viene eletto, tra i Presidenti dei Gruppi affiliati che fanno parte del Consiglio Nazionale, dai membri dello stesso Consiglio Nazionale”.

Tale modifica diventa immediatamente esecutiva e, pertanto, l’elezione del nuovo Presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari viene demandata al nuovo Consiglio Nazionale.
Il Consiglio Nazionale della FITP si riunisce a Roma il 19 aprile 1980.
Sono presenti: Cabras, Gritti, Michelotto, Secomandi, Biggio, Nocentini, Piersigilli, Mallozzi, Silvaroli, Fiore, Padella V., Jordaney, Cane, Lini Vitali, Felice Abate e Iacomini

Risulta assente giustificato: Lillo Alessandro.
Nell’occasione, il Consiglio Nazionale, nel rispetto delle nuove norme statutarie, elegge LUIGI CABRAS Presidente della FITP con la seguente votazione: 11 voti favorevoli – 3 contrari – 2 astenuti.

N.B. Avevamo detto che l’atto di fondazione della Federazione è datato 25 ottobre 1970. Tutto ciò si deduce da un documento registrato presso lo studio notarile del dott. Massimo Clarkson – Notaio in Cagliari. In tale documento il rappresentante legale della Federazione – ai sensi della Legge n. 15/68 art. 4 – attesta che “la Federazione Italiana Tradizioni Popolari è stata costituita in data 25.10.1970 e tale costituzione è stata ratificata dalla Presidenza Nazionale dell’ENAL con delibera n. 785 del 9 dicembre 1970”.

Intanto, dopo solo un anno e mezzo dall’elezione di Cabras a Presidente della FITP, il Consiglio Nazionale decide di procedere a nuove elezioni per tale carica.
Il Consiglio Nazionale, alla presenza del Notaio, dott. Pietro Polidori, che redige apposito verbale, si riunisce a Roma il 17 ottobre 1981.

Sono presenti: Abate Felice, Agostino Sebastiano, Alessandro Lillo, Cabras Luigi, Cane Ada, Dalla Costa Luciano, Gritti Vittorio, Iacomini Angelo, Jordaney Carlo, Lini Vitali Maria, Mallozzi Franco, Michelotto Luigi, Padella Vincenzo, Secomandi Aldo e Silvaroli Cosmo.

E’ presente alla riunione il Segretario Generale,  Ballarino.
Assiste alla riunione il Dr. Sestilio Cupelli, vice presidente vicario della CAPIT.
Risulta assente il consigliere Nepi Silvano.

Il Consiglio Nazionale, pertanto, a norma di statuto, procede all’elezione del nuovo Presidente della FITP.
La votazione da i seguenti risultati:
Votanti 15 – schede bianche 1
Ottengono voti: Lillo Alessandro n. 8  - Luigi Cabras n. 6

Il Dr LILLO ALESSANDRO viene, pertanto, proclamato Presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.
L’atto di tale votazione viene registrato dal dr Polidori – Notaio in Roma con repertorio n. 266907.
Subito dopo l’elezione di Lillo Alessandro a Presidente della FITP, viene, per la prima volta, fatto stampare lo statuto della Federazione.
Il documento è stampato dal Centro Stampa dc di Roma, ma ci si accorge che lo statuto pubblicato non è quello vigente. Esso, infatti, non riporta le modifiche votate dall’Assemblea di Altafiumara di Santa Trada che, tra l’altro, dettavano le nuove regole di elezione del Presidente Nazionale (regole che avevano portato all’elezione di Luigi Cabras e di Lillo Alessandro).

Ci si accorge, inoltre, che le modifiche statutarie non erano state registrate con atto notarile.
Pertanto, viene assunta la decisione di registrare le modifiche statutarie con atto pubblico. Le modifiche apportate allo statuto della FITP (decise dall’assemblea di Atafiumara) vengono registrate in data 23 aprile 1983 presso lo studio del dr. Leonello Anderlini – Notaio in Fiuggi con rep. n. 19483 – rogito n. 9908 e depositate presso il tribunale di Frosinone il 9 maggio 1983 – registrazione n. 2356-

Finalmente, viene fatto stampare dalle Arti Grafiche Kolbe di Fondi lo statuto della FITP che viene trasmesso a tutti i gruppi affiliati. Unitamente allo statuto, viene, inoltre, stampato il Regolamento Interno, approvato, per la prima volta, dal Consiglio Nazionale in data 18 febbraio 1983.
Con la presidenza di Lillo Alessandro, la FITP diventa Ente di primaria importanza nel settore della cultura popolare e punto di riferimento per tante organizzazioni internazionali (IGF – IOV – CIOFF – EFCO – CID).

Vengono promosse iniziative di grande importanza e di grande significato artistico e associativo quali, per esempio, Italia e Regioni e Il Fanciullo e il Folklore, rassegne che, ancora oggi, fanno parte del “patrimonio culturale” della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.
 Per dovere storico, è bene ricordare che la prima edizione di “Italia e Regioni” si svolge a Roma il 5 e 6 giugno 1982.

Alla manifestazione partecipano i seguenti gruppi:

Abruzzo – Corale Venturini di Tagliacozzo;
Basilicata – La Pacchianella di Pisticci;
Calabria – I Calabriselli di Limbadi;
Campania – I Figli di Maja di Lauro di Sessa;
Emilia Romagna – Pratella di Lugo
Friuli – Caprivese di Capriva del Friuli;
Lazio – I Giullari di Minturno;
Liguria – Città di Genova di Genova;
Lombardia – Orobico di Bergamo;
Marche – Urbanitas di Apiro;
Molise – Canterini del Matese di Boiano;
Piemonte – Gruppo città di Viù;
Puglia – Città dei trulli di Alberobello;
Sardegna – Sirigrasciu di Maracalagonis;
Sicilia – Canterini Peloritani di Messina;
Toscana – Città di Lucignano;
Trentino – Gardena di Ortisei;
Umbria – Agilla e Trasimeno di Castiglion del Lago;
Valle D’Aosta – La Clicca di Aosta;
Veneto Ruzzantini di Padova.

La manifestazione si rivela, da subito, un successo tanto da destare l’attenzione di prestigiosi organi di stampa nazionali e gli apprezzamenti e gli auguri di tantissime autorità ed, in primis, del Presidente della Repubblica, On. Sandro Pertini.

Inoltre, il Santo Padre Giovanni Paolo II – così come scrive lo stesso Osservatore Romano – in occasione dell’Angelus si rivolge ai gruppi partecipanti con queste parole “…Rivolgo un saluto particolare ai gruppi folkloristici provenienti a Roma da tutta Italia per la manifestazione organizzata dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari…”.

Purtroppo, nonostante il successo ottenuto, la manifestazione, dopo Roma, non viene ripetuta negli anni successivi.
“Italia e Regioni” riprenderà, in maniera continuativa, nel settembre 1993, svolgendosi nella città di Isola Capo Rizzuto.
Una data indelebile nella storia della FITP è quella del 18 febbraio 1983.

Il Capo dello Stato, on. Sandro Pertini, riceve, in forma ufficiale, al Quirinale i dirigenti nazionali della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.
Nell’occasione, il Presidente Alessandro rivolge al Presidente della Repubblica il seguente saluto:

Signor Presidente della Repubblica, Le siamo affettuosamente grati per aver voluto concedere questa udienza ai dirigenti della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, qui convenuti da ogni Regione. La FITP che ho l’onore di Rappresentare, attraverso la realizzazione di molteplici attività artistiche e di ricerca, dedica il proprio impegno alla tutela e alla fruizione del Folklore, nonché alla sua proiezione – come autentico e valido strumento di cultura – non soltanto nella comunità nazionale, ma anche in quella europea e mondiale.

Giustamente valutando, anche in termini scientifici, i valori e le caratteristiche del Folklore, la nostra Federazione raccoglie e ripropone le componenti del linguaggio, musicalità e immaginazione che strutturano quel bagaglio di storia che giustifica e alimenta l’esistenza stessa delle genti: famiglia, lavoro, vita sociale, sono infatti per molti aspetti collegati alla ricerca delle tradizioni. Il costume, l’arte, gli usi, la poesia, le danze, rappresentano per noi un patrimonio di inestimabile valore da custodire e diffondere, ma soprattutto anche da collocare a soluzioni di problemi più profondi, come quello di restituire all’uomo – in una visione di amore e di pace – la gioia di interpretarsi ed esprimersi.

Il paritario nostro impegno nel segno della diffusione e del recupero delle tradizioni popolari italiane, è testimoniato dalla collaborazione che illustri cattedratici italiani di Folklore e di Antropologia culturale ormai da tempo danno alla FITP, attraverso la Consulta Scientifica qui coordinata dal prof. Aurelio Rigoli, Direttore dell’Istituto di Scienze Antropologiche dell’Università di Palermo.

Accolga, signor Presidente, il nostro voto acché la FITP venga riconosciuta dal Ministero dell’Interno per le sue specifiche qualità promozionali perfettamente adeguate alla legge 54 del 14 ottobre 1974.

Noi siamo certi, signor Presidente, che l’incontro con la Sua Alta Autorità sarà di felice auspicio per la nostra attività futura.
Con questi sentimenti, Voglia accogliere, Signor Presidente della Repubblica, l’espressione fervida e devota dei dirigenti tutti della nostra Federazione”.
Il Capo dello Stato – per come si legge nel Notiziario FITP – rivolge, poi, espressioni di simpatia e di considerazione ai consiglieri presenti, formulando l’augurio che l’incontro del Quirinale sia proficuo di nuove e sempre più valide realizzazioni.

Così è stato.

Infatti, in relazione all’istanza presentata dalla Presidenza FITP ed a seguito delle risultanze dell’istruttoria svolta dai competenti dicasteri, con il parere favorevole del Ministero delle Finanze e con Decreto n. 10.1507/12000 A (74) del 19 febbraio 1983, la Federazione Italiana Tradizioni Popolari riceve il riconoscimento dello Stato che la dichiara Ente Morale Nazionale a finalità assistenziali.

Successivamente, la FITP, ai sensi della Legge n. 123/1980, è dichiarata Ente tabellato presso il Ministero ai Beni Culturali.
Fondamentale, anzi indispensabile, per la crescita della FITP è il “nuovo” rapporto che la Presidenza Alessandro ha voluto instaurare con l’organo scientifico della Federazione.

In una relazione a ricordo di Paolo Toschi, Lillo Alessandro scrive: “…Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere illustri cattedratici che hanno guidato la Federazione nei suoi primi passi, quegli illustri cattedratici che spesso, però, sentiamo come tali sulla cattedra. Questi davano i loro preziosi apporti scientifici, ma rimaneva in noi, semplici amatori del folklore, un senso di distacco, la consapevolezza che il mondo della cultura, rappresentato dai docenti universitari, fosse troppo lontano da noi…”.

Si avverte, dunque, la necessità di avvicinare il sapere scientifico all’attività dei gruppi folkloristici, affinché questo sapere avesse una concreta incidenza nella realtà della FITP.

Il prof. Aurelio Rigoli, ordinario nell’Università di Palermo e scienziato di prestigio internazionale, assunta la carica di Presidente della Consulta Scientifica della FITP,  determina una svolta nell’attività federale.

I docenti, finalmente, seguono da vicino l’attività amatoriale dei gruppi folkloristici che vengono indirizzati verso interventi di recupero e di ricerca della cultura tradizionale ai fini di una corretta “trasposizione scenica”.

Grazie agli insegnamenti del prof. Rigoli e, insieme a lui, del prof. Giovanni Bronzini, del prof. Bonomo, della professoressa Amitrano Savarese, della professoressa Enrica Delitala, della professoressa Callari Galli, del prof. Paolo Sibilia ed altri ancora, la Federazione Italiana Tradizioni Popolari – come scrive lo stesso Rigoli nel volume “Un Antropologo nel Palazzo” – decide di muoversi dal mero piano di un folklore-colore  in direzione di un folklore-cultura, nella cui trama organare fatti e costumi.

La FITP, quindi, non è più l’Ente rappresentativo dei gruppi folkloristici ma dei gruppi folklorici italiani.
Oltre al Notiziario “Il Folklore d’Italia”, viene pubblicato, con lo stesso titolo, un periodico scientifico quadrimestrale con il duplice obiettivo – come scrive Anna Maria Amitrano Savarese nel primo numero – di “opporsi pubblicamente, e con fatti concreti, al costume corrente di relegare nella sfera della subcultura ogni manifestazione che evochi la tradizione…e di accrescere la credibilità delle cose che facciamo: degli spettacoli che mandiamo in scena, dei costumi che indossiamo, delle musiche che proponiamo…”.

I Gruppi folklorici vengono, quindi, sollecitati alla ricerca e a dimostrare che, anche con il loro impegno, è possibile tramare un discorso sulla cultura tradizionale regionale, a salvaguardia di un patrimonio che va culturalmente protetto e trasmesso e non soltanto gestito a livello di spettacolo.
La FITP, intanto, non riconferma la sua adesione alla CAPIT e decide di aderire allo CSAIN.

Lillo Alessandro viene riconfermato, ininterrottamente, Presidente della Federazione da tutti i Consigli Nazionali che si sono succeduti fino al 1993.
In data 15 gennaio 1994, a Roma, nella sede FITP di Via Gattamelata, viene convocato un Consiglio Nazionale della FITP che, anche a seguito di vicende drammaticamente personali, si presenta molto difficile.

Sono presenti: Alessandro, Silvaroli, Cane, Secomandi, Bresaola, Adduci, Cabras, Bartolomasi, Megna, De Dominicis, Dalla Costa, Mallozzi, Ripoli e Bertini.
I consiglieri nazionali non riescono, nell’occasione, a trovare un momento di unità e si rischia la paralisi dell’attività federale.
Pertanto, nel rispetto delle norme statutarie che prevedono lo scioglimento della Giunta e del Consiglio in caso di accertate impossibilità di conseguire gli scopi statutari o per gravi carenze funzionali, il Consiglio Nazionale, con apposita delibera n. 04 del 15.01.1994, determina di convocare un’assemblea  straordinaria.

Detta assemblea, presieduta dal dott. Musumeci dello CSAIN, si tiene nella città di Falerna (CZ) il 7 e 8 maggio 1994.
Nell’occasione, davanti al dr. Fiore Malacrinis – Notaio in Lamezia Terme – viene modificato – in maniera sostanziale – lo statuto della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

Tra le modifiche apportate viene sancito che tutti gli Organi Centrali della FITP (Presidente Nazionale – Giunta Federale – Segretario Generale – Tesoriere, oltre, naturalmente, i collegi dei Sindaci Revisori e dei Probiviri) devono essere eletti, direttamente, dall’Assemblea Generale, massimo organo della Federazione.
L’Assemblea decide di dare immediata esecutività alla delibera di modifica dello statuto e, quindi, per acclamazione, procede, per la prima volta, all’elezione diretta di tutti gli organi federali centrali per come segue:

La Giunta, come primo, significativo atto, nomina il cav. Luciano Dalla Costa, già per molti anni Vice Presidente Nazionale della FITP, Presidente Onorario della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

Il nuovo statuto della Federazione, approvato dall’Assemblea di Falerna in data 7 maggio 1994,, viene redatto dal Notaio Fiore Malacrinis con Rep. n. 106.280 – raccolta n. 19114 e viene registrato a Lamezia Terme il 25 maggio 1994 – Registro n. 795.

Dopo l’Assemblea di Falerna, la FITP riceve nuova vigoria e raggiunge traguardi di notevole prestigio. Le manifestazioni “Italia e Regioni” e “Il Fanciullo e il Folklore” vengono istituzionalizzate e arricchite di importanti iniziative quali “lo spettacolo/laboratorio” – “il campionato nazionale di giochi e sport popolari” e “il demo-etno-antropologico film festival”; il numero delle affiliazioni, ben presto, sfonda dapprima il “muro” dei 250 sodalizi, poi il numero dei 300, per assestarsi intorno al numero di circa 400 gruppi che, annualmente, rinnovano e/o chiedono l’affiliazione alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari; molteplici sono le occasioni, tutte di notevole prestigio nazionale ed internazionale, che vedono la FITP protagonista, tanto da essere “interlocutore” importante di diversi tavoli istituzionali, sia a livello centrale che periferico (indimenticabile, per esempio, resta la data del 19 marzo 2000 con i gruppi della FITP protagonisti, in mondo visione, a Piazza San Pietro, della giornata del giubileo degli artigiani e delle tradizioni popolari, celebrata da Sua Santità Giovanni Paolo II); diversi suoi dirigenti rivestono cariche di vertice nei diversi organismi internazionali, a cominciare dal Presidente Alessandro che viene eletto Presidente dell’IGF.
Ormai, la FITP è una “realtà” di notevole spessore culturale e associativo, anche per il contributo di sicura professionalità che viene dato all’attività federale da molti dirigenti nazionali che rivestono, nei loro personali ambiti lavorativi e istituzionali, incarichi di grande responsabilità amministrativa.

Durante tale periodo, la FITP non rinnova l’adesione allo CASIN e aderisce alla FENALC, Federazione Nazionale Liberi Circoli.

Dopo 4 anni, l’Assemblea Generale della FITP, presieduta da Michele Putrino, viene convocata a Tagliacozzo in data 21 novembre 1998.
Nell’occasione lo Statuto della Federazione – come impone la legge – viene modificato ed adeguato alle prescrizioni di cui al Decreto Legislativo n. 460/97.
Lo statuto (attualmente vigente) viene redatto davanti al Dr. Roberto de Falco – Notaio in Avezzano con Rep. con Rep. n. 549 – Raccolta n. 283 e viene registrato ad Avezzano il 24.11.1998 al n. 1287-

In occasione dell’Assemblea di Tagliacozzo Lillo Alessandro viene riconfermato Presidente Nazionale della FITP.
Anche l’Assemblea tenutasi a Cascia nei giorni 18 – 19 e 20 ottobre 2002, presieduta da Michele Putrino, riconferma, per il successivo quadriennio, Lillo Alessandro alla carica di Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.

A conclusione del quadriennio 2002/2006, in occasione di una difficile Assemblea Generale tenutasi a Fiuggi nei giorni 26 – 27 e 28 gennaio 2007, presieduta da Michele Putrino, viene eletto alla carica di Presidente Nazionale della FITP, Benito Ripoli.

Per evidenziare quale è il programma del Presidente Ripoli per il prossimo quadriennio, basta solo trascrivere quanto il “nuovo presidente” della Federazione Italiana Tradizioni Popolari dichiara nella sua prima riunione di Giunta svoltasi a Messina il 24 febbraio 2007 “…la mia presidenza sarà caratterizzata dalla continuità e dal rinnovamento.

CONTINUITA’ nelle iniziative, programmi, progetti e rapporti, realizzati e in itinere, che hanno dato lustro alla FITP, tanto da farla diventare una delle più prestigiose Federazioni a livello mondiale.
RINNOVAMENTO nell’aspetto organizzativo per fare della FITP un’organizzazione più snella, moderna, che sia maggiormente “fruita” da tutti i propri associati; un’organizzazione, quindi, che sia più immediata ed efficace nella comunicazione, maggiormente plurale nelle competenze e nelle responsabilità, più manageriale nell’attuazione delle proprie iniziative, più professionale nei suoi rapporti con l’esterno, utilizzando, ancora di più, le indubbie professionalità esistenti all’interno della stessa FEDERAZIONE ITALIANA TRADIZIONI POPOLARI”.

Dopo 2 anni di presidenza, Benito Ripoli scrive: “…Abbiamo in toto rispettato il programma. Abbiamo lavorato con amore e passione, promosso e organizzato, non disdegnando di curare i rapporti con gli Enti e le Istituzioni…Bit, Assemblea Nazionale, il Fanciullo e il Folklore, I Padri del Folklore, l’Oscar Mondiale del Folklore (collaboratori), Italia e Regioni, il Folklore per la vita, La scalinata del Folklore, la FITP omaggia Padre Pio…non sono turiboli dimessi e fanfaronate, ma realtà vive, come suonate di organetto, come tarantelle d’estate sull’aia, come un vento gonfio di pula, quando il grano è mietuto. E tutto si fa armonia, canti e balli. Tutto si fa gioia e speranza…Il Folklore d’Italia, il nuovo sito internet, la Rivista Scientifica, il Calendario, l’Annuario, la storia della FITP…reali produzioni della Federazione che, non come torrentelli, ora gonfi, ora secchi, ma come fiumi e fiumare che scendono dai dorati cocuzzoli delle montagne, tra sipari di canneti, a invadere la vita di ogni “figlio FITP” con Storia. Microstorie…Incontri con l’ENPALS, appuntamenti con vari assessori regionali, incontri e tavolo di lavoro presso il Ministero dei Beni e Attività Culturali...non sono forse i tasselli futuri di una Storia ancora da scrivere? Solo così si diventa uomini veri per non morire mai. SICUT ITUR AD ASTRA. Così si sale alle stelle (Virgilio, Eneide, IX, 641)”