5° Edizione del premio internazionale “Giuseppe Cocchiara”

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Mistretta 1 Dicembre 2018

 

Ricca di appuntamenti la manifestazione mistrettese della V Edizione del Premio Internazionale “Giuseppe Cocchiara” svoltasi presso il Cine Teatro “Odeon” di Mistretta. Accanto al premiato Prof. Pietro Luigi Clemente (Professore Ordinario di Antropologia Culturale presso l’Università di Firenze), sedevano il Prof. Mario Atzori (Presidente della Consulta Scientifica F.I.T.P,) il Centro Studi del gruppo folklorico “Amastra” cui è stata affidata l’organizzazione, il vicesindaco Dr. Vincenzo Oieni e il vicepresidente della F.I.T.P. Nino Indaimo che hanno avviato la cerimonia con i saluti introduttivi. Al tavolo anche personalità di rilievo della cultura locale come Angelo Scolaro, presidente del gruppo folklorico “Amastra” di Mistretta, organizzatore della cerimonia in collaborazione con Patrizia De Caro, responsabile del gruppo folk di Mistretta, il Prof. Sergio Tedesco, fondatore e ex direttore del locale museo etnografico e la Prof.ssa Carla Miceli, vicepreside del liceo artistico di Santo Stefano di Camastra, noto centro per le produzioni di ceramica artistica. La lectio magistralis del Prof. Clemente ha rimarcato alcuni aspetti essenziali della sua carriera di antropologo a partire da un sentito ricordo in memoria del giovane Cocchiara folkorista e storiografo, poi in maturità fondatore dell’antropologia sociale, quindi scienziato sociale formatosi a Oxford, fino all’istituzione nell’immediato ultimo dopoguerra degli studi demoetnoantropolgici all’Università di Palermo: i temi della diversità culturale e delle località meridionali in quanto patrie culturali che riemergono al centro dei suoi interessi passati e recenti, si intrecciano ancora al ricordo e alle opere di studiosi quali Giuseppe Bonomo, Antonino Buttitta, Aurelio Rigoli, Elsa Guggino, Silvana Miceli, Ignazio E. Buttitta, Gabriella D’Agostino, Fatima Giallombardo, Salvatore D’Onofrio e Sergio Tedesco e tanti altri, quali modelli decisivi di indagine antropologica sul territorio, fino al ritorno alla comunità mistrettese che, sotto l’egida di Cocchiara, ha sottolineato Clemente sulla scia di James Clifford, possiede tutti gli elementi per diventare “indigena del XXI secolo” e sfidare così le contraddizioni di una condizione omologante e priva di futuro. Particolarmente denso il programma previsto per le perfomance eseguite dal gruppo “Amastra” di Mistretta, diretto da Angelo Scolaro e Patrizia De Caro, Giochi d’infanzia, Attia luntanu e Lamentu di un servu ad un Santu Crucifissu sono le canzoni scelte dal gruppo “Amastra” che, grazie all’ausilio di immagini, hanno accompagnato alcuni momenti dell’incontro mattutino. Giochi d’infanzia racconta la dimensione ludica ed esistenziale di un non lontano passato, quando ancora non risultava invasiva l’influenza della televisione o dei social network: il vissuto quotidiano della vita contadina tradizionale siciliana viene qui mirabilmente rievocato attraverso momenti salienti del lavoro (tessitura, ricamo ecc.) in cui il gioco irrompeva spesso quale elemento creativo e aggregante, volto a scandire i tempi e gli spazi della vita domestica.

Attia luntanu è stato scritto nel 1996 in memoria degli emigrati e dell’emigrazione, fenomeni che, a partire dall’Unità d’Italia e poi nel Novecento hanno notoriamente umiliato e devastato intere famiglie siciliane e meridionali. La splendida voce di Chiara Martino ha regalato momenti vibranti di intensa commozione. Lamentu di un servu a lu Santissimu Crucifissu, scritto da un autore anonimo, è noto per il riadattamento del testo a opera di Domenico Modugno che ne ha ricavato il brano Malarazza portandolo così all’attenzione del grande pubblico. Il brano, diventato ormai un “classico”, viene da tempo variamente eseguito da diversi gruppi di musica etnica ove, tra questi, la versione del gruppo “Amastra” di Mistretta merita senz’altro una attenzione particolare.

A seguire, dopo la ispirata esibizione del cantastorie Mauro Geraci con il suo Contrasto: un contadino e un antropologo, la manifestazione ha previsto il coinvolgimento degli alunni delle scuole di Mistretta, reduci dalla partecipazione a diversi concorsi: fra questi, particolarmente interessante il concorso che ha promosso composizioni in vernacolo locale dove è stata premiata la studentessa Greta Scalone con una poesia intitolata intitolata Un’è veru ca tuttu torna.

A impreziosire questo momento ha contribuito la realizzazione di documentari etnografici prodotti dagli studenti degli istituti superiori di Mistretta. La IV classe del Liceo classico “A. Manzoni” ha vinto il primo premio con un filmato intitolato U proverbiu un sbagghia mai; il secondo elaborato, realizzato dalla V classe e intitolato Mistretta news, si è aggiudicato il secondo posto. La partecipazione dei ragazzi è stata egregiamente guidata dalla Prof.ssa Marisa Antoci, vicepreside del Liceo e particolarmente sensibile a siffatte iniziative didattiche. Il Prof. Clemente ha concluso infine la manifestazione ringraziando Angelo Scolaro e Marisa De Caro (gli organizzatori di Mistretta) e lo staff della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.