Ed è ancora “Festa”, ed è ancora “Folklore”

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Vi avevamo lasciati a novembre con queste parole: Luoghi comuni per la salvezza di molti, per non perdere opportunità di vita vissuta, emozioni che la globalizzazione e la rete internet hanno dilatato negli spazi di comunicazione dimensionando opportunità di un mondo globale, che tra i benefici non si può dire di poter inserire Comunità, aggregazione, Amore e Passione e, non rendere tutto ciò, responsabile di non creare le condizioni per una qualità della vita valida per i cittadini, per le tradizioni, per la conoscenza. La Federazione Italiana Tradizioni Popolari, sarà sempre il Baluardo di Comunità e Tradizione e, San Pio, non può che esserne garante ed aspettare con il suo fazzoletto sventolante, la prossima edizione.

E, San Pio ancora una volta con la sua San Giovanni Rotondo, ormai capitale indiscussa del Folklore, anche grazie al presidente della FITP, Benito Ripoli, che riesce a catalizzare ed organizzare eventi imperdibili, appassionati, aggreganti ed unici, rende omaggio a migliaia di persone che corrono in massa per essere partecipi di momenti irripetibili ed, omaggiare a loro volta, il Santo della “Gente”, facendo trovare una San Giovanni calda, appassionata, irrefrenabilmente “Folklorica”.

E così, San Giovanni Rotondo, alla presenza del Sindaco Costanzo Cascavilla e del Sindaco di Ponte Lambro, Ettore Antonio Pelucchi, ha ospitato la rassegna che premia chi del Folklore ne ha fatto una ragione di Vita, consegna i giusti riconoscimenti ai “I Padri del Folklore” e di seguito incanta con la “Rassegna di Musica Popolare”. Una rassegna che vivendo delle emozioni del giorno precedente, il 18 gennaio, quando sono state assegnate le Benemerenze “I Padri del Folklore”, ha trasportato tutti in un lungo viaggio musicale che, indiscutibilmente, è riuscito a declinare “bellezza”, “armonia”, “fantasia”, “musica”, “amicizia”, “amore”. Sul palco si son “sfidati” a suon di strumenti tipici della tradizione locale, gruppi provenienti da ogni e dove, suddivisi in due gruppi per due affascinanti sfide musicali.

Infatti, la Rassegna sin dalle sue origini vede sfidarsi in due discipline. Una per Orchestre/Gruppi Folklorici e l’altra per Gruppi di Musiche e Canti Etnici. In sintesi la prima disciplina è inerente la tradizione definibile pura, la seconda per la contaminazione della stessa. In questo modo si è voluti salvaguardare la storia, il passato non dimenticando che innovare nella tradizione, vuol dire predisporre i giovani ad essere partecipi con la loro voglia di “sonoro e canoro propositivo cambiamento”. I Gruppi Folklorici partecipanti sono stati ben sette e di specie :
??????I Brianzoli
Miromagum
U Cunciurtine
Lu Chicchiricchi
Coro Gavino Gabriel
La Sannicandrese
Li Matti di Monteco


I Gruppi di Musiche e Canti Etnici partecipanti son stati ben cinque con un ospite d’onore nell’Associazione San Marco, che ha mostrato la parte più bella di sé nel canto tratto dalla splendida voce di Silvia Nardelli e nel sound ritmico e sublimemente empatico, e di specie:
I Cantori di Civitate
Santu Pietru cu tutti li chiai
Fabrizio e il suo Spizio
Pizziche e Muzzeche
Flokemigra

 

Colori, musiche, splendide interpretazioni hanno mandato in tilt una giuria di altissimo spessore tecnico capeggiata dal Direttore Generale del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, Aldo Patruno, un amico, ormai più di un amico che ha sposato la causa della FITP tanto da esser fautore di un protocollo di intesa programmatico e la candidatura del presidente Benito Ripoli, nella Commissione Ministeriale atta al vaglio di progetti di e per le rievocazioni storiche.

Una giuria che ha visto decidere in maniera non unanime, vista la qualità della manifestazione e dei gruppi, costituita da Tobia Rinaldo (componente FITP), Michele Rinaldi (decano della tradizione pugliese), Bernardo Biceglia (musicista ed esperto di folklore), Antonio Ripoli (musicista), Francesco Nasuti.

La serata, mirabilmente condotta dal duo collaudato, Benito Ripoli e Francesca Grella, è scivolata via senza intoppi anche grazie ad un’impeccabile organizzazione ed ad una accoglienza, da parte della struttura dell’Hotel “Parco delle Rose”, degna di un festival d’eccellenza.

Immancabile presenza della soprano Maria Luigia Martino che, come sempre, strabilia anche quando improvvisa, come è stato, testi non provati ed accompagnati per l’occasione dall’ottima chitarra di Tobia Rinaldo e dal mandolino e voce dell’incredibile poliedrico Giampiero Cannas.

Ma, come è giusto che sia, dopo preamboli, felicitazioni, applausi e corale apprezzamento, è doveroso riportare fedelmente l’esito delle gare ed i premiati per categorie e premi speciali. E così, ammainando quel fazzoletto che sventola di giubilo per la gioia indelebile nei cuori e nelle menti che solo il Folklore riesce ad infondere, la giuria ha premiato per costanza, intraprendenza, musicalità, interpretazione, i seguenti gruppi coniando motivazioni di merito.

Orchestre/Gruppi Folklorici:
1° Classificato: I Brianzoli (Per aver rispettato in pieno i canoni della tradizione mediante ricorso a strumenti originali conseguendo una esecuzione corale di elevata qualità);
2° Classificato: Il Coro Gavino Gabriel di Tempio Pausania (Per l’ottima esecuzione a più voci rispettosi dei canoni folklorici della terra sarda);
3° Classificato: I Miromagnum (Per la buona esecuzione musicale e vocale pienamente aderente alla tradizione folklorica calabrese).

Un’ovazione è seguita alla promulgazione dei vincitori che nella sezione Gruppi di Musiche e Canti Etnici ha visto la seguente classifica:
1° Classificato: Santo Pietru cu tutti li chiai (Per la buona esecuzione strumentale che attraverso arrangiamenti semplici ma efficaci ha meglio realizzato l’obiettivo della contaminazione etnica;
2° Classificato: Pizziche e Muzzeche (Per l’interessante esecuzione ed arrangiamento originale che partendo da sonorità prettamente garganiche è riuscito allo scopo di decontestualizzare il tema affrontato);
3° Classificato: I CANTORI DI CIVITATE (Per la buona presenza scenica e musicale grazie al ricorso ai numerosi strumenti e timbri diversi).

Ma una buona rassegna che si rispetti, onora sempre i suoi Padri scomparsi e che hanno speso parte della loro vita a tramandar le bellezze e le culture insite del folklore.

E così, con grande emozione, palpabile, vissuta, aleggiante la sala stracolma di gente in costume, di gente comune e di appassionati, sono stati assegnati alti e prestigiosi riconoscimenti.

Il premio, “Antonio Lecce”, assegnato al miglior interprete, ha visto primeggiare il solista del gruppo Fabrizio e il suo Ospizio per simpatia e capacità di coinvolgimento.

Altro premio importante in memoria di “Santino Merrino”, fisarmonicista Messinese scomparso prematuramente solo qualche anno addietro, è stato conferito al musicista fisarmonicista dei Cantori di Civitate, Lorenzo Gonfitto da San Nicandro Garganico così come è stato conferito al Contrabassista Controcanto a fiato dei Brianzoli il premio per la migliore esecuzione del brano con strumento tradizionale. Il musicista, anche presidente del gruppo, Giancarlo Castagna, ha mostrato dimestichezza e mirabile accompagnamento con uno strumento particolarissimo derivante dal Flauto di Pan costituito dall’unione di più canne (accuratamente scelte dopo anni di stagionatura), di diversa lunghezza e diametro nei quali il soffio è in grado di produrre la scala delle note musicali. Lo strumento è anche denominato “firlinfeu” o “fitfucc” o “sifoi”, termine onomatopeico perché in pratica prende il nome dialettale dal suono che emette, oppure con il nome di “fregamusun” dal modo con qui viene utilizzato. La leggenda mitologica narra che il dio “Pan” si era invaghito della leggiadra ninfa dei boschi “Siringa”. Si tratta di una storia d’amore infelice, perché la ninfa per sottrarsi alle insistenti offerte del fauno, nell’affannosa fuga sarebbe caduta in uno stagno dove sarebbe annegata. Le canne palustri dello stagno raccolsero i lamenti della fanciulla ed il dio infastidito da quelle voci misteriose tagliò le canne che però, anche recise, continuarono ad emettere suoni, e così ebbe origine il flauto “Siringa”. Ciò permettere di capire quale dei “firlinfeu” abbia avuto l’attenzione della Giuria; petanto è doveroso indicarne le categorie: