I giovani e il folklore

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Ieri sera ho partecipato ad un incontro tra i giovani della mia città e l’Assessore del Comune per l’apertura di uno “ sportello informa giovani”. Il mio pensiero è volato ai tanti ragazzi della Federazione, ai quali spesso mi rivolgo per incoraggiarli a vivere il nostro mondo con sempre crescente passione.

Cozzo, purtroppo, con le problematiche e le difficoltà d’oggi e, ancora una volta, ho dovuto constatare che i su esposti problemi limitano la partecipazione ai nostri eventi, al nostro mondo. Mi si è affacciata alla mente una relazione che presentai, nella mia prima uscita ufficiale all’estero (Portogallo 2008) da presidente FITP e ho pensato, data la sua attualità, di pubblicarla sulla nostra rivista, ormai assurta a livelli di eccellenza culturale.

Così relazionavo: La storia di una Nazione, di una città, di un borgo si racconta negli eventi che hanno segnato, nel lento e faticoso scorrere dei secoli, il cammino di civiltà dell’uomo, la più bella fra le creature.

Il Folklore, inteso come testimonianza di tradizioni, costumanze varie, canti e balli popolari, diventa un momento essenziale di questo racconto. La parola stessa tradizioni, affonda le sue radici nella lingua degli antichi padri latini (tradere), con il preciso significato di trasmettere, raccontare, registrare.

Patrimonio che va custodito sacralmente nella casa della Memoria, altrimenti un popolo privato delle sue radici, morirà lentamente e si trascinerà stancamente nel nulla del nulla. Il passato si fa, in questo modo, Memoria e Storia: non c’è futuro senza memoria e la giovinezza dei popoli è una lunga e ricca vecchiaia.

Il passato ha un cuore antico. Ed il folklore, per l’appunto, costituisce una delle coordinate etnostoriche essenziali nella cultura materiale di un popolo. Un tempo la togata storia non aveva opportunità e luoghi per raccontare le tradizioni popolari di una terra e non aveva ancora compreso che il calzare di un contadino, il cucchiaio, la ciotola e il bastone di legno di un pastore, il tavolo su cui si spianava la pasta di farina in attesa che diventasse pane, lo scialle nero che per tanti anni aveva avvolto le povere e mute esistenze di tante donne d’Italia, le nenie, le filastrocche delle nostre mamme, i canti e i balli di giovani innamorati, costituivano tante microstorie che alimentavano la memoria collettiva di tutto un popolo, fin nel profondo della sua anima dai mille volti.

Infatti, il culto della memoria forgia l’identità stessa di un popolo e la memoria, come forza vitale, diventa la Vestale del Tempo, inteso come “l’immagine mobile dell’eternità, nelle sue parti e nei suoi momenti di Era, È, e Sarà. E tutto un universo nel presente, si fa rimembranza e Storia nello stesso tempo “Il presente del passato e’ la memoria, il presente del presente e’ la visione, il presente del futuro è l’attesa”. (Sant’Agostino, Le Confessioni, XI, 20).

I luoghi della Memoria spesso hanno sentieri intricati, si mostrano e si aprono come labirinti misteriosi e lasciano intravedere tracce appena intellegibili, pronti a perdersi nel nulla del nulla, simili a sbiadite ed evanescenti sinopie. Bisogna con forza illuminare questi sentieri del passato, dare voci e volti a quelle ombre e immagini che, improvvise, si presentano alla nostra mente ed accorrono al lago del nostro cuore.

Memoria – rimembranza che diventa cuore pulsante di questo processo di rigenerazione che si veste di un rituale quasi magico e sacro. Nell’universo folklorico, grande importanza hanno i giovani, visti come figli del passato, immagine del futuro e della speranza.

Siamo oggi quelli di ieri, le antiche acque di un fiume dalle sorgenti antiche e lontane. Sorgenti ricche di memorie che vanno custodite e tramandate. Ed ecco che i giovani rappresentano, con la loro forza vitale un potente veicolo di trasmissione culturale nella storia dei vari popoli.

In un momento in cui rischiano di perdere la loro identità, immersi come sono in realtà spesso fuori da ogni logica, i giovani diventano cellule sane e vitali di questo processo di rigenerazione e rinnovamento, ove splendono, come luci nel firmamento, i valori che hanno fatto la storia dell’uomo che, altrimenti, sarebbe ancora una scimmia balbettante o un misero frammento di argilla.

Il folklore vive soprattutto con i giovani, nella loro mente e nel loro cuore, si fa stigma profondo di amicizia, di solidarietà, di libertà, di amore e di pace fra i popoli stessi e diventa centro motore ed elemento fondante di un concreto cammino di vita.

Infatti, tradizioni, costumanze, credenze, per secoli, hanno alimentato la storia di tutti i popoli della Terra e sogni , speranze, amori e sofferenze hanno nutrito il cuore e la mente degli uomini e la parola, facendosi canto, ha gridato al cielo dolore e gioia.

Questo è il folklore e questi sono i giovani: e pluribus unum-tante cose, tante persone per raggiungere una meta comune. I giovani, in questo modo, si avvicinano al mondo degli antichi padri e, coltivando nel loro animo il senso dell’appartenenza ad una terra, nel senso pieno del termine, diventano linfa vitale della stessa storia dell’uomo nella sua molteplice quotidianità di emozioni, sensazioni, speranze e sogni. I giovani sono il cuore del mondo e bene faceva Giovanni Paolo II a credere in loro, come sale della terra.

D’altronde, come fanciulli, essi erano già nel cuore del figlio di Dio: sinite parvulos venire ad me –lasciate che i fanciulli vengano a me. E quel “lasciate” vuol anche essere un invito, un abbraccio, caldo ed affettuoso, ai giovani, a queste creature che, con il loro sorriso, con i loro canti e balli, le loro speranze, nel ricordo degli antichi padri e della materna terra, vogliono scrivere pagine di vita nella storia degli umani accadimenti, ove il male non trovi spazio e ove l’amicizia, la solidarietà e l’amore diventino segni di un Bene universale.

Un giorno, forse, i giovani di tutto il mondo, riempiranno le bocche dei cannoni di fiori ed un arcobaleno variopinto unirà città e borghi in una patria comune dell’anima e del cuore, in una festa di colori, di suoni e di balli e una gran pace scenderà nel cuore di tutti