I gruppi calabresi e il "Folklore per la vita"

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La Federazione Italiana Tradizioni Popolari, da tempo interessata a valorizzare il particolare settore antropologico delle tradizioni popolari, è costantemente impegnata nelle attività di solidarietà sociale; tale scelta costituisce, di fatto, un dovere e un obbligo istituzionale dell’associazione.

Questi, come è noto, si collocano nel fondamentale concetto antropologico dell’istituto maussiano del dono che spiega come il dare e il ricevere siano forme culturali e sociali per dare e ricevere solidarietà e così tenere coeso il gruppo familiare, in senso stretto, e la comunità, nella dimensione allargata.

Infatti, da qui deriva la riflessione che non è il nostro io che dà senso all’altro, ma è il contrario; è nell’altro che io incontro il senso del mio esserci nel mondo ed è nell’altro che posso contestualizzami instaurando rapporti di reciprocità.

La nozione di reciprocità, quindi, costituisce un fondamentale principio sociale e una precisa responsabilità dell’essere e dell’hetos di ogni individuo che non può essere autarchico, in quando ha fondamentale bisogno di altri individui simili a lui.

Per tali ragioni, crediamo che il modello di solidarietà (che tante volte supplice il dovere delle Istituzioni Pubbliche) sia, sempre, un progetto possibile; esso, infatti, ha le sue radici nel mondo naturale e socio-culturale degli uomini, in quanto animali razionali e gregari.

La storia degli uomini, del resto, ha dimostrato che senza reciproca cooperazione non si sarebbero verificati, nei diversi contesti geografico-ambientali e storico-culturali, processi di trasformazione delle diverse realtà socio-culturali, da considerare sempre in dimensione progressiva.

Pertanto, in considerazione di una tale prospettiva ottimistica, è opportuno avere fiducia e ancora credere “nell’economia della solidarietà”. Quindi, questa nostra fede e questo nostro impegno oggi è più essenziale che mai, perché viviamo nell’era dell’homo aeconomicus.

Infatti, sperimentiamo concretamente che, sotto l’attuale spinta economica, si sono fortemente ridimensionate l’etica e il relativo comportamento sociale. Tuttavia, su tali presupposti etici e sociali, la FITP e i gruppi folklorici calabresi – nel rispetto delle antiche usanze delle nostre genti che, sul presupposto della reciprocità, hanno sempre saputo dare concretezza all’atto di donare agli altri nei momenti di bisogno - nell’ambito dell’iniziativa IL FOLKLORE PER LA VITA, accogliendo la proposta dei gruppi “Miromagnum” e “Città di Tropea”, hanno abbracciato con entusiasmo il progetto della “Fondazione con il cuore”, contribuendo a realizzare “camere bianche” nei reparti di pediatria oncologica degli ospedali calabresi.

In tale impegno si è consapevoli che ogni nostra singola associazione non deve limitarsi a far conoscere e valorizzare la cultura popolare del proprio territorio, ma deve anche essere “ambiente”, dove, soprattutto i giovani, sono aiutati a crescere nell’altruismo e nell’aiuto verso i propri simili.

Pertanto, in tale importante prospettiva sociale di solidarietà è forse opportuno ricordare quanto sosteneva diversi anni fa Aurelio Rigoli, quando spesso sottolineava l’importanza dello studiare come disciplina per capire, ovvero capire per conoscere e conoscere per riconoscere gli altri quanto noi stessi nel variegato panorama della vita.