IOV - 14Th European International Scientific Conference of Folk Culture

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In onore del fondatore della IOV, Alexander Veigl, nel decimo anniversario della sua morte, dal 23 al 26 novembre 2017 si è svolta ad Andorf, in Austria, la 14° Conferenza Internazionale sulle Culture Popolari, organizzata dalla sezione polacca della stessa International Organization of Folk Art (IOV).

Questa Organizzazione è una NGO, accreditata presso l’UNESCO, che incentra la propria missione scientifica sull’arricchimento e il consolidamento della ricerca sull’arte popolare e il dibattito sul patrimonio immateriale e la sua diffusione pubblica.

È impegnata nella sensibilizzazione, a livello globale, verso i temi della conservazione e valorizzazione delle diverse forme espressive delle culture popolari e tradizionali dei differenti continenti. La conferenza ha visto coinvolti una trentina di studiosi provenienti da diversi paesi europei e il Direttivo Internazionale della IOV.

Durante le tre fitte giornate di lavori e dibattiti, Pertanto, si è riunito anche lo Steering Committee dell’Organizzazione alla presenza del suo Presidente, Dr. Ali Khalifa del Bahrain, il Vice Presidente, Prof. Hans J. Holz dell’Austria, la Prof.sa Anna Brzozoska-Krajka e il Prof. Wieslaw Krajka della Polonia, organizzatori insieme con il board internazionale IOV della conferenza; inoltre, si è riunito il Comitato Scientifico della IOV alla presenza del Prof. Mohammed Abdulla Al-Nouiri, Chair of IOV World Science Commission.

La maggior parte dei contributi scientifici sono stati proposti da importanti istituti di ricerca e università dell’Est europeo, come Polonia, Bielorussia, Ukraina, Lituania, Latvia, Russia, Bulgaria e Germania. Per l’Italia vi è stata l’apprezzata presenza di Fabrizio Cattaneo Segretario mondiale IOV e Presidente della sezione italiana, oltre che vicepresidente della Federazione Italiana di Tradizioni Popolari.

Per la Conferenza Scientifica, in rappresentanza del Consulta Scientifica della stessa Federazione è intervenuta la Prof.ssa Letizia Bindi dell’Università degli Studi del Molise che, per l’occasione, ha presentato una relazione sui temi della transumanza e del pastoralismo contestualizzandoli tra storia e cambiamento, nel quadro dei patrimoni immateriali a confronto con le moderne sensibilità e i nuovi quadri di patrimonializzazione come quelli delle politiche del territorio presenti nei diversi livelli decisionali e come la relazione con il passato e la controversa definizione di ‘tipicità’ e ‘località’ che deriva.

Il tema centrale della conferenza è stato, in effetti, proprio la relazione tra culture popolari e cornici globali di conservazione e valorizzazione. Infatti, gli interventi presentati hanno rilevato una forte sintonia tra linee di ricerca multidisciplinari molto prossime, quali quelle della costruzione di archivi delle culture popolari e la loro interazione con le nuove tecnologie e piattaforme digitali; inoltre sono stati messi in risalto i temi della conservazione e trasformazione delle culture locali dinanzi ai grandi processi di trasformazione e globalizzazione culturale; fenomeni questi che costituiscono esiti di frammentazione e ridefinizione delle identità nazionali, etniche e religiose, in particolar modo, vedrificatisi in questi ultimi decenni.

Nell’incontro, altro tema discusso nel dibattito è stato quello delle nuove cornici globali di conservazione e valorizzazione dei patrimoni culturali immateriali all’interno delle cornici UNESCO, delle politiche culturali del Consiglio d’Europa e di altre istituzioni continentali e globali interessate dal tema. Tra gli interventi dedicati a costumi, usanze, poesia e canti tradizionali e altri argomenti etnografici, sono stati centrati maggiormente sui processi di definizione delle identità di confine, nello scenario europeo post-sovietico; inoltre, sono stati proposti contributi dedicati alla mediatizzazione e progressiva modernizzazione delle tradizioni popolari, così come delle nuove cornici di tutela delle heritage communities, dei paesaggi e di specifici territori definiti da antiche pratiche, come ad esempio, quelle assai diffuse, del pastoralismo.

Pertanto, la conferenza ha rappresentato un’occasione di confronto, scambio e costruzione di nuove possibili reti di cooperazione tra studiosi di numerosi Paesi. Infatti, grazie all’incontro si sono progettate future iniziative di lavoro strutturate in rete tra cui, non ultime, cooperazioni scientifiche in vista di progetti finanziati da programmi europei come Erasmus Plus o Horizon 2020.

Ricevuti nella graziosa ed elegante cornice della cittadina austriaca di Andorf e dalle accoglienti cooperative e istituzioni locali, la conferenza si è chiusa con l’appuntamento alla prossima riunione dello IOV Board of Directors e con la promessa di una prossima conferenza scientifica da realizzare a breve in Europa o in un altro continente.

A questo punto è doveroso informare i lettori del Folklore d’Italia che la Prof. ssa Letizia Bindi, al termine della serrata tre giorni di lavori della Conferenza, in una cornice davvero entusiasta di nuove progettualità e di future cooperazioni, è stata nominata e incaricata a far parte del Comitato Scientifico Internazionale della IOV, organismo responsabile della progettazione delle linee di interesse e di approfondimento scientifico da portare avanti nel programma dei prossimi anni.

Inoltre, la Prof.ssa Bindi è stata invitata come Visiting Professor presso la Silesian University of Katowice per un modulo intero di lezioni sui temi dei processi di patrimonializzazione dei beni culturali immateriali e che si sta costituendo.

Sulla scia dei risultati della Conferenza internazionale di Andorf, si sta formando un particolare gruppo finalizzato a una comune candidatura di molti docenti, aderenti alla IOV e provenienti da diversi Stati e Università, orientati a realizzare una call ERASMUS PLUS al fine organizzare una Summer School, la quale porti avanti gli argomenti affrontati nell’incontro e quindi preluda alla costituzione di un Master Internazionale condiviso tra più Università europee e non.

In conclusione, la Sezione italiana della IOV e la Consulta Scientifica della FITP ritendono che occasioni, come la Conferenza di Andorf, siano particolarmente importanti e meritino di essere caldeggiate e seguite. Infatti, con gli impegni scientifici e culturali di tale spessore si realizzano le basi per la crescita dei gruppi folklorici; inoltre, si ottengono consensi da parte della società civile per le rinnovate funzioni socio-culturali.

Infine, si ottengono adeguate attenzioni da parte degli studiosi e riconoscimenti da parte dei politici, in quanto proprio i gruppi folklorici producono, con la loro attuale vitalità, patrimoni economicamente importanti nel settore del turismo culturale.