Rassegna Internazionale Vittorio De Seta di documentari etnografici

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Guardare, vedere, fissare: lo sguardo degli uomini se rivolto verso gli altri è considerato una finestra sul mondo. Un modo per avvicinare le cose, sfiorarle, accarezzarle, quindi conoscerle. Quando invece lo sguardo incrocia gli occhi, questi ultimi sono pensati quale specchio dell’anima. In un caso come nell’altro, sia che si tratti di scrutare gli orizzonti di “culture” lontane piuttosto che le profondità più intime delle persone vicine, gli occhi costituiscono uno strumento fondamentale di cui gli uomini si servono prima per costruire il mondo e poi per poter agire in esso.

Il disegno scientifico dell’antropologia visuale, filone importante dell’antropologia culturale, muove da tale consapevolezza. Così come la Rassegna Internazionale di Documentari Etnografici “Vittorio De Seta” voluta dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari. Il 26 e 27 ottobre si è tenuta a Castrovillari, con la sapiente regia di Gerardo Bonifati, la premiazione della seconda edizione.

All’importante appuntamento dedicato al regista di autentici capolavori di grande interesse etnografico, hanno partecipato 54 documentari, di cui alcuni prodotti all’estero. Alla luce del Regolamento la giuria ne ha esclusi 17, mentre dei 37 rimanenti 10 sono stati ammessi alla fase finale. Dopo ampia e approfondita disamina dei documentari finalisti (proiettati nel teatro Sybaris dello splendido Protoconvento Francescano di Castrovillari) la giuria è pervenuta alla formulazione della graduatoria:
1° premio: Lo Pastre di Greta Loesch, “Per aver affrontato magistralmente il tema del pastoralismo attuale in Occitania, esaminato con piena padronanza tecnica, attenta osservazione etnografica e con particolare stile espressivo, di cui è stata favorevolmente apprezzata la sobrietà estetica”;
2° premio: La cena delle anime di Ignazio Figus, prodotto dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Regione Sarda, “Per aver analizzato in maniera attenta ed esaustiva sul piano della documentazione etnografica, servendosi di una completa padronanza dello specifico filmico, la tradizionale cena dedicata ai defunti in un paese della Sardegna”.
3° premio: Voci dal silenzio. Un viaggio tra gli eremiti d’Italia di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita, “Per aver approfondito in maniera comparativa il tema della vita condotta da alcuni eremiti, evidenziandone profondi risvolti umani e filosofici, con un linguaggio espressivo particolarmente efficace. Inoltre, la Giuria ha ritenuto meritevoli di menzione speciale i seguenti filmati: Mare nostro di Andrea Gadaleta Caldarola, “Per aver puntualmente documentato il lavoro dei pescatori che operano nel porto di Molfetta restituendone le complesse e variegate problematiche di crisi esistenziali colte nel relativo universo simbolico religioso”; Habitat – note personali di Emiliano Dante, “Per aver svolto una narrazione complessa delle problematiche sociali di una realtà terremotata, utilizzando appropriatamente molteplici codici espressivi del moderno linguaggio filmico”; Zingari e Santi Medici di Saverio Caracciolo, “Per aver documentato attentamente le pratiche rituali della comunità di Riace, colti nel relativo e complesso universo magico religioso”. La premiazione si è tenuta nel teatro Sybaris di Castrovillari il 27 ottobre. L’ampia partecipazione di autorità locali che hanno patrocinato l’iniziativa, tra cui Demetrio Cricitti (direttore sede Rai Calabria); Domenico Pappaterra (Presidente Parco Nazionale del Pollino); Roberto Musmano (Assessore Regione Calabria); Maria Francesca Corigliano (Assessore Regione Calabria); Francesco Iacucci (Presidente Provincia di Cosenza); S.E. Vescovo della Diocesi di Cassano Mons. Francesco Savino; Domenico Lo Polito (Sindaco di Castrovillari); Eugenio Iannelli (Presidente Pro Loco), costituisce una chiara testimonianza della validità culturale dell’iniziativa fortemente voluta dalla F.I.T.P. che si pone ormai nel panorama nazionale con un ruolo di primo ordine.

A rendere ulteriormente suggestiva la manifestazione, un défilé di gioielli del maestro orafo Michele Affidato che per la Rassegna ha realizzato i premi costituiti da un’anfora d’argento con maschera apotropaica, e le musiche di un quintetto d’archi composto da Beatrice Limont (Primo Violino), Cesare Ernesto Vincelli (secondo Violino), Michele De Sanio (Viola), Adrian Gagliardi (Violoncello) e Rosaria Belmonte (Arpa).

Anche in questa occasione la F.I.T.P., sulla cui mission si è soffermato il presidente Benito Ripoli, non ha voluto far mancare un ulteriore momento di approfondimento culturale, organizzando ben “tre salotti culturali” dedicati all’analisi dello stile e dei contenuti della produzione cinematografica del grande De Seta, a cui hanno partecipato Gianfranco Donadio, documentarista e docente dell’Università della Calabria; Eugenio Attanasio, presidente Cineteca della Calabria; Leonardo Alario, componente della Consulta Scientifica della FITP; Giulia Zanfino, giornalista de «Il Fatto Quotidiano»; Mario Atzori docente dell’Università di Sassari, Presidente della Consulta Scientifica della FITP e Presidente dalla Giuria della Rassegna De Seta; Andrea Simonetta, Pres. “Centro Studi Memorandum” della FITP; Gabriele Cipolitti, regista dei programmi QUARC; Demetrio Crucitti, Direttore RAI Calabria; S.E. Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano Jonio; Benito Ripoli, Pres. Naz.le FITP; Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia; Domenico Pappaterra, Presidente del Parco Naz. le del Pollino. A suggellare l’iniziativa, poi, il videomessaggio di uno dei maggiori divulgatori italiani della cultura scientifica internazionale, Alberto Angela, il quale ha dedicato parole di encomio all’iniziativa della F.I.T.P.

Breve filmografia di Vittorio De Seta
(Palermo 1923 – Sellìa Marina 2011) Lu tempu di li pisci spata (1954); Isola di fuoco (1954); Sulfarara (1955), Pasqua in Sicilia (1955); Contadini del mare (1955); Parabola d’oro (1955); Pescherecci (1958); Pastori di Orgosolo (1958); Un giorno in Barbagia (1958); I dimenticati (1959).

Elenco dei dieci documentari finalisti
Viaggio a Sud. Indagine in Sicilia di Alessandro Seidita; Lo Pastre di Greta Loesch; Voci dal silenzio. Un viaggio tra gli eremiti d’Italia di Joshua Wahlen e Alessandro Seidita; Habitat. Note personali di Emiliano Dante; La cena delle anime di Ignazio Figus; Dei misteri di Pierluca Zanda; Mare nostro di Andrea Gadaleta Caldarola; La cacciata del malvento di Donato Canosa; Zingari e Santi Medici di Saverio Caracciolo; Skattome Kannò (Zappiamo fumo) di Christian Manno.

La giuria della Rassegna Internazionale di Documentari Etnografici “Vittorio De Seta”, ed. 2018: Prof. Mario Atzori, presidente della Consulta Scientifica della F.I.T.P.; prof. Ignazio Buttitta, Università di Palermo; prof. Roberto De Gaetano, Università della Calabria; dr.ssa Maria Pia Ammirati, direttore Rai; Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, della Regione Puglia; dr. Aldo Samengo, vicedirettore Rai Parlamento; dr. Gabriele Cippollitti, regista; dr. Gianfranco Donadio, Università della Calabaria; sig. Andrea Simonetta, Presidente Centro Studi Memorandum F.I.T.P.