Bruno Malpassi un metalmeccanico con la romagna nel cuore

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Una storia, questa di Bruno, che mantiene sapori antichi, ottant’anni di fedele passione per quel connubio che ha caratterizzato l’ultimo secolo della storia della sua terra, i balli e le musiche della tradizione romagnola.
 Il ballo del folklore romagnolo é tipicamente composto da valzer, mazurka e polka. 
Questi balli non nascono in Romagna: il valzer è di origine austriaca, la polka e la mazurka sono di origine polacca; le variazioni inserite a partire dalla seconda metà del 1800 su queste danze li hanno trasformati in balli completamente diversi. 
La musica popolare romagnola nasce grazie a Carlo Brighi detto Zaclèn (primo violinista dell’Orchestra Toscanini), che importa le musiche della Mitteleuropa, valzer, polke e mazurke su tutte, velocizzandole, rendendole più trascinanti, mirate a muovere la gente alla danza. 
Alla morte di Carlo le redini passano al figlio Emilio, poi Aurelio Casadei detto Secondo, che, dalle campagne porta la sua musica alle città, oltre i confini della Romagna, sino al mondo intero. 
Autore di oltre 1.000 brani ha guidato con successo la sua orchestra per oltre 40 anni, facendo ballare almeno tre generazioni. 
Romagna Mia, il valzer inno della terra di Romagna, è tutt’ora uno dei brani più conosciuti e suonati al mondo.
Bruno si avvicina alle danze agli inizi del 1960, frequentando feste popolari e saloni danzanti, dove conosce Anna Patuelli con la quale divide dapprima la pista da ballo, poi una lunga vita coniugale.
Per entrare nel giro che conta fra i ballerini del tempo, partecipa a diverse gare di ballo laureandosi più volte campione romagnolo dei tre balli tipici. 
Poi, da un incontro con Augusto Fabbri, amico del M° Secondo Casadei, decide di chiudere con le competizioni per dedicarsi all’insegnamento ed alle esibizioni, formando un gruppo che racchiudeva i migliori elementi di tutto il territorio romagnolo.
Nel 1968, Bruno Malpassi, Anna Patuelli e Romolo Pasini si mettono in proprio, nasce così, a Ravenna, l’attuale “Gruppo Folk Italiano Alla Casadei”, un omaggio al Maestro Secondo Casadei ed al ballo di tradizione romagnolo. 
Con le prime esibizioni pubbliche nasce l’esigenza di realizzare un abito che rendesse riconoscibili immediatamente questi ballerini così come avveniva per altre zone d’Italia. Le gonne lunghe, tipiche delle azdòre romagnole, rendevano impossibile eseguire i passi saltati tipici delle polke e delle mazurke. Fu quindi realizzato, dopo attente ricerche storiche, da Anna Patuelli, un abito che cercava di coniugare le tradizioni e le nuove esigenze. 
Questo abito è tuttora utilizzato dai nostri ballerini in ogni esibizione, lo troviamo esposto nel Museo delle Edizioni Musicali Casadei Sonora.
Il Gruppo inizialmente guidato da Bruno, poi affiancato dalla figlia Monia, è stato ospite fisso degli spettacoli dell’Orchestra Casadei per oltre un ventennio.
La carriera di Bruno è sottolineata da tante eccellenze, rappresentando la storia della Romagna in svariate trasmissioni televisive e cinematografiche, esibizioni in tutta la penisola e diversi Stati esteri.
Nel 2019 è ricevuto a Roma da Giuseppe Conte.
Bergamo 2020, viene insignito dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari “Padre del Folklore”.
Nel 2020 è tra i protagonisti di un film, “Extra-liscio – Punk da balera”, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2021, prossimamente al cinema e candidato ai Nastri d’Argento.
2021, Bruno Malpassi e la figlia Monia sono i protagonisti, insieme agli Extraliscio, del palco di Sanremo 2021. 
Mercoledì 3 marzo all’età di 80 anni, il maestro con alle spalle una lunga carriera che da anni porta con passione la tradizione della Romagna in giro per l’Italia e nel mondo, ha ballato sul palco dell’Ariston.
Bruno si permette ancora di ballare indistintamente alcune ore al giorno per insegnare ed essere da esempio ai ragazzini che si avvicinano al gruppo, pronti ad indossare il costume tradizionale ad impugnare la mitica frusta degli s’ciucarén e portare avanti questa favola meravigliosa che noi chiamiamo memoria.