I cantori popolari delle isole Eolie. I turchi alla marina

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L’idea di promuovere un evento che pone il suo focus su un fatto effettivamente accaduto in tempi dimenticati, e rievocarne i momenti, scaturisce dal convincimento, suffragato da inoppugnabili fonti storiche che le Eolie – e Lipari in particolare – sono state luogo, approdo, rifugio e conquista tra mito e realtà davvero sin dalla notte dei tempi.
La collocazione in un sito altamente strategico per la navigazione le ha rese protagoniste, nel corso dei secoli, di innumerevoli accadimenti – spesso romanzati, favoleggiati ma, ancor più spesso, realmente accaduti. Fatti ritenuti marginali ed a latere di ben più noti e famosi fatti storici che hanno coinvolto i destini delle terre che si bagnano sul Mediterraneo. I fatti che hanno coinvolto – come ovunque succede su questa terra – la popolazione che per prima patisce l’onta dei massacri e delle barbarie che ogni conflitto ha in pectore.

In una cornice più che consona, quale è la cittadella fortificata di Lipari, si vuole rievocare l’assedio ed il sacco della città di Lipari perpetrati da Ariadeno Barbarossa nel 1544.
È noto come la terra italiana tutta nel XVI secolo, per quanto fastosa e culturalmente ricca fosse, non aveva modo di difendersi dalle smanie di conquista spagnole e francesi. Ne fu conquistata e se ciò poté rappresentare una iattura da non poter fronteggiare, ancor più lo fu l’orda piratesca dei Saracini a cui furono sottoposte le popolazioni costiere del basso mediterraneo: le coste meridionali italiane ne subirono il flagello e non meno di loro le isole che poco alternativo rifugio potevano dare alle popolazioni.
Sulla via del ritorno verso Costantinopoli, Ariadeno Barbarossa, non soddisfatto delle vessazioni lungo le coste francesi, sul finire del mese di giugno del 1544 assalta gli arenili dell’isola di Lipari, e di seguito assedia e bombarda la città per undici giorni.

Per limitare i danni i Giurati inviano in due momenti distinti dei messaggeri onde trattare le condizioni di tregua o quant’altro più conveniente per la cittadina. Alla chiusura delle trattative condotte dal vecchio e saggio Camagna 20 famiglie nobili vengono salvaguardate dalle scorrerie, fuoco e depredazioni riservati ai circa ottomila liparoti. Dalle famiglie nobili caricate sulle navi, contrariamente a quanto accordato, nella sosta a Messina, e pur di non avere incomodi al proprio rientro, Ariadeno Barbarossa ricava un cospicuo riscatto che le salva dalla deportazione.
In breve questi i fatti, ma ciò che significo per la popolazione eoliana l’assedio, lo scempio ed il cannoneggiamento della propria terra è ben altra cosa.

Come si esordiva, su in capo, i “Cantori popolari delle Isole eolie” intendono dare vita alla rievocazione di quegli accadimenti con un duplice intento:
Restituire alla gente del luogo la memoria di quei fatti – e non sono questi i soli – che radicatisi nel vissuto di ogni famiglia nel tempo hanno costruito l’identità ed il carattere della popolazione eoliana: ingegnosa, forte, resistente, arguta ed operosa; capace di rialzarsi dopo ogni avversità e dolore; maldisposta a piangersi addosso.
Trasferire a quanti gradiscono soggiornare in una terra magica della cui storia – della fatica di restare ancorati allo scoglio – poco conoscono se non le bellezze paesaggistiche e naturali di cui le isole si fregiano. L’evento a cui si è dato vita include una rievocazione animata di quelle giornate secondo quanto riportato fedelmente nei diari storici delle 11 giornate nei quali giorno per giorno sono segnate le razzie e bombardamenti, riportando in vita i personaggi che ebbero un ruolo determinante nello sviluppo degli eventi, raffigurando i luoghi della città che videro la ruina, gli scontri, il fuoco e le razzie dei saracini.

È stato allestito in un parco archeologico “Parco Diana” la ricostruzione di un ambiente del 1500 con esibizioni e degustazioni delle pietanze del periodo di riferimento.
A questo ha fatto seguito un corteo in costumi d’epoca che snodandosi per le vie della città si è recato alla cittadella fortificata e lì raccogliendosi declama i punti salienti de “la Destruttione de Lipari per Barbarossa”.
L’Associazione – in parallelo alla manifestazione – ha organizzato un convegno di studi storici ed antropologici su “Storia, memoria e storiografia”, con la presentazione di un libro a cura del Centro Studi “Barbarossa e la battaglia di Lipari”, che abbia carattere annuale e teso ad indagare sui fatti storici dei luoghi dimenticati.

Bibliografia

I Turchi alla Marina di Lipari, Giuseppe Iacolino

La Destruttione de Lipari per Barbarussa, di Giovanni Andria di Simon detto il Poeta

La Flotta di Barbarossa a Vulcano e Lipari nel 1544, Jerome Maurand

Disegno historico della nobilissima città di Lipari, Pietro Campis

Una vittoria e una sconfitta ottomana, Salomone Marino

La cattura di un brigantino barbaresco nell'isola di Vulcano, G. Arena Primo

Gli assedi nella storia, V. Melegari