Un omaggio lungo 8 anni

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"Omaggio a Padre Pio”, la manifestazione “culturale“, a cura della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, quest’anno ci ha riportato indietro nel tempo. Visi distesi in giro per una città, quella di San Giovanni Rotondo, che non hanno lasciato spazio all’indifferenza, vibrando di energia positiva e, nel loro positivo guardar oltre, ci hanno ridato la speranza che tutto possa tornare ad una normalità persa per strada.
La sveglia è di quelle che mette la giusta carica, per una tre giorni che dell’appartenenza Federativa, fa la differenza. La concitazione è stata davvero alta. Ci si è proposti al nuovo giorno, aspettando l’incontro, quello tra i gruppi federati e la gente di San Giovanni Rotondo, che, mai come quest’anno, ha voluto far sentire tutto il suo calore. L’avvenimento è di quelli che, poche volte nella vita aggregativa di una comunità, avvengono e si sentono propri. 
Il gruppo folklorico della città ha compiuto i suoi 50 anni dalla nascita, ed occorre far festa. Un compleanno che non si è potuto festeggiare l’anno passato. L’amarezza di ciò, però, si è magicamente dissipata sin dalle prime luci dell’alba del 5 settembre. Freneticamente la città si è svegliata, la piazza che ospita il palazzo di città nell’iniziarsi a decorare di bandiere, striscioni, fotografie degli attori del successo del gruppo, che oggi vanta, con orgoglio, una scuola per i più piccoli, rimbomba del suo nome “l’Eco del Gargano”. Un gruppo che, con la sua musica, la sua splendida tradizione, ha dato lustro ad ogni angolo della città, all’intero Gargano, in Italia e nel Mondo. Passaggi di storia vissuta, di amicizie, di volti sorridenti, che hanno portato nel proprio cuore ogni attimo di vita di un gruppo che si sente giovane e che non lascia al caso eredità e passioni, nonché competenze e voglia di essere l’artefice della socialità di una città che vive problematiche sociali ed aggregative senza pari. Il 5 settembre è stato l’inizio all’omaggio a Padre Pio, un Santo che ha dato tutto se stesso, nell’essere così come egli era, senza veli o cera lacca, nella semplicità di un monaco dai piedi scalzi che poneva al centro della sua esistenza la verità dell’essere, la quotidianità della vita. E così il gruppo dell’Eco del Gargano, nel suo scorrere il tempo, non ha avuto fretta di invecchiare, di generare consensi, di porsi come vero baluardo aggregativo e dalla coscienza sociale di un luogo famoso, ma ancora pieno di diffidenza e arrivismi. Presidenti che si son succeduti, presidenti che hanno lasciato la propria casa per trovarne altra in Paradiso, gente che, nel rispetto delle stesse, nel ricordar i fasti, le difficoltà, le gioie ed i dolori del passato, si son fregiate finalmente di un riconoscimento che nessuno potrà sottacere. Tra ricordi e preparativi, anche la sera si è fatta avanti. Tutto pronto! Lo schermo gigante alle spalle dell’immenso palco che ha ospitato i ricordi del tempo passato, dà inizio a favorir la musica ed il ballo alla visione degli accorsi nella piazza, ormai stracolma. La tensione tra gli attori della serata si è mostrata latente e palpabile. L’emozione è aleggiante in ognuno dei presenti, nessuno escluso. L’inno d’Italia cantato da Maria Luigia Martino e Dario Sebastiani è l’inizio del pianto riparatore, del pianto che libera dall’attesa, che offre finalmente la pace nel cuore.
La festa ha avuto inizio e con essa, il canto ed il ballo han fatto da padroni. La scaletta dello spettacolo, decisamente lunga ed articolata nelle mani del presidente della FITP, Benito Ripoli, ha sciorinato nomi e ricordi e si è concessa alla voglia di un passato volto ad esplodere nel presente con la presentazione del futuro “I Piccoli dell’Eco del Gargano“.- La storia non finisce, non potrà così chiudersi all’oggi, ci sarà futuro, e futuro vuol dire 100 anni.- Molti di noi, come è accaduto per 50 anni, non ci saranno più ma la continuazione è assicurata, senza eguali, da donne e uomini che fondano la propria vita su principi senza pari: L’omaggio a Padre Pio inizia e lo fa nel migliore dei modi. 
Anche quest’anno come ormai da 8 lunghi anni, San Giovanni Rotondo ha festeggiato il suo “Padre Pio” con una manifestazione unica e sempre piena di pathos. Una manifestazione che catalizza l’ultima sfera estiva di un paese che del suo Santo ne fa vanto e ne rispetta pedissequamente la sua santità.
Una delle manifestazioni di interesse regionale che vede da sempre il patrocinio della Regione Puglia, del Teatro Pubblico Pugliese, del Comune di San Giovanni Rotondo, della Federazione Mondiale del Folklore. Organizzata dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari guidata dall’inossidabile presidente Benito Ripoli, ha ottenuto il giusto supporto dalla Comunità dei frati cappuccini della città del Santo. 
Una manifestazione ricca di eventi e di suggestivi momenti aggregativi e volti al riconoscimento per il lavoro svolto negli anni. Infatti, l’omaggio al santo non si è fermato alla giornata del 5 settembre ma è continuata il 6 settembre con un momento di incontro a partire dalle ore 9,30, presso l’Hotel “Parco delle Rose”, per continuare presso lo stadio comunale “Antonio Massa” dalle ore 16:00 quando, la nazionale della Federazione Italiana Tradizione Popolari, la Nazionale Attori e la rappresentativa dei frati cappuccini, Casa Sollievo e i rappresentanti della politica di città, si sono sfidate in un triangolare che ha visto favorita la Nazionale Attori con il meglio dei suoi calciatori, ma non sono mancate le sorprese. Il tutto è stato organizzato per favorire una raccolta fondi a scopo benefico. Volti noti del cinema, della televisione per una causa nobile che ha visto, finalmente, l’apertura delle porte degli spalti alla fruizione di gente che ha potuto tifare i propri beniamini, attori in serie televisive quali: “Carabinieri”, “Amici”, film e fiction di produzioni importanti di “Rai fiction”. Un triangolare che ha visto premiare la squadra vincente e catapultare il pubblico, a partire dalle ore 20,00 nella Piazza Municipio per assistere allo spettacolo musicale de i “Suoni del Sud” con la sua musica degli anni ‘60. Martedì 7 settembre l’Omaggio a Padre Pio ha chiuso i battenti con un programma folto e decisamente appetibile, scenografico e mistico nel contempo. La giornata è iniziata alle ore 9,00 con il Convegno che si tenuto presso la sede Mondiale della Federazione dal titolo “La resilienza della Cultura Popolare a servizio del Futuro”. Hanno affrontato la complessa problematica antropologica giovani studiosi locali i quali hanno cercato di proporre alcune semplici soluzioni che, tuttavia, potrebbero essere approfondite meglio, con maggiori competenze scientifiche, da specialisti nei vari settori riguardanti l’argomento. A seguire le premiazioni dovute alla partecipazione al Concorso Scolastico “La Pandemia ed il Folklore”. Doveva esserci, a partire dalle ore 19:00, la suggestiva fiaccolata per Padre Pio ma le norme anti covid non hanno decisamente favorito il coronamento della stessa. Alle ore 20:30 a compimento di una tre giorni emozionante e magicamente volta al santo, si è tenuto un mini concerto in piazza con Dario Sebastiani e Maria Luigia Martino. Ospite d’onore l’attore cantante, Attilio Fontana. “Padre Pio”, il santo da Pietrelcina fa sempre miracoli, ed anche quest’anno, la gioia di un ritorno tra la gente, è il miracolo che tutti si aspettavano. Noi eravamo lì e abbiamo assaporato la saggezza di un santo che ci porta a pensare, che la vita è il miglior viatico contro ogni forma di disformismo, di disfattismo, ma soprattutto, è l’unica vera ragione per continuare ad essere protagonisti di un radicale cambiamento che ci permetterà di offrire al mondo la parte migliore di ognuno di noi.